L’uomo è l’essere che è capace di diventare colpevole e capace di spiegare la sua colpevolezza.” Buber

La facilità di provare senso di colpa nell’età adulta dipende dal modo in cui si è attraversata l’infanzia e l’adolescenza e soprattutto dal modello educativo a cui si è stati esposti.

Il senso del dovere, il senso di responsabilità, la disciplina, l’autocoscienza, sono gli essenziali precursori – derivanti da un’educazione ispirata essenzialmente a tali valori –  per lo sviluppo di una personalità altamente autocritica e come tale infelice perchè incapace di darsi tregua.

Il senso di colpa secondo alcune teorie psicologiche può essere:

– autodiretto –> nascerebbe dall’incongruenza tra un’immagine ideale di sè (socialmente desiderabile, integerrima, impeccabile, sempre all’altezza della situazione) e l’immagine reale che ciascuno possiede della propria persona;

– eterodiretto –> nascerebbe allorquando si ritiene di aver avuto molto più degli altri, magari anche senza averlo meritato veramente.

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In entrambi i casi, è un’esperienza altamente  condizionante per l’equilibrio della persona.

Una volta imboccato questo cammino, la strada diventa via via sempre più penalizzante e diventa un vero e proprio calvario predisponendo la persona a sviluppare un nucleo depressivo e tratti perfezionistici che “spiralizzandosi” in un circolo vizioso incrementano patologie come i disturbi dell’umore, di personalità,  dipendenze affettive e del comportamento alimentare. Per questa ragione la stragrande maggioranza delle condotte autopunitive come  l’automutilazione, ed in special modo le condotte restrittive ed eliminatorie dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa, trovano nel senso di colpa il principale precursore.

Un aiuto psicoterapeutico in questi casi è fondamentale per uscire dalle dinamiche del processo di autopunizione, deprivazione e senso di fallimento personale.

Dr.ssa Angela Elia

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