Non c’è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi. (Franz Kafka)

Lowen parla della paura di cadere come una fase di transizione tra l’essere appesi e lo stare sulle proprie gambe.

Ognuno di noi utilizza in maniera spesso distorta, qualche parte del corpo per sostenersi. La terra è simbolo della madre, la fonte della nostra forza, cadere rappresenta quindi il lasciarsi andare nelle braccia della madre. Se questo lasciarsi andare è fonte di ansia anche il nostro appoggio a terra ne risulterà influenzato.

Se ci fermiamo a percepire se i nostri piedi sono piantati a terra e come esperiamo la sensazione di equilibrio  o meno, è possibile avvertire oscillazioni in avanti o indietro con una conseguente paura di cadere.

È questa esplorazione, simile al dondolare del bambino che verifica se può gradualmente staccarsi dal sostegno materno che permette una nuova esperienza di sé.

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Siamo aggrappati alle nostre difese, quelle difese che ci hanno fatto sopravvivere, e la possibilità di esplorare un’alternativa nel mollare e allentarle ci spaventa.

Forzare, trattenere e, in mezzo, la paura di cadere. Temiamo di lasciare ciò a cui ci siamo aggrappati fino ad allora poichè siamo abituati a sostare nella nostra zona di comfort: uno spazio sicuro in cui proteggerci dai rischi e dalla responsabilità di osare cambiare.

Nel processo terapeutico il paziente osa staccarsi, osa esplorare l’ignoto e quindi va incontro alla possibilità di cadere, di cedere, di arrendersi ai propri limiti, di imparare ad essere fallibile!

Il terapeuta di sintonizza con questo desiderio che diviene il motore energetico che muove al cambiamento verso la caduta, il distacco…

Questo staccarsi diventa simbolo del processo di individuazione.

Staccarsi, elaborando la paura di cadere, staccarsi, accettando di cadere per sentirsi interi, vivi, autonomi, pulsanti di determinazione ed energia propositiva.

Dr.ssa Angela Elia

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