Studi recenti hanno indagato l’interazione tra sistema nervoso e sistema immunitario riscontrando l’intervento del sistema endocrino, stimolato dai neuropeptidi liberati nel circolo sanguigno dalle cellule nervose, nella regolazione dei fenomeni immunitari e la presenza sui linfociti, cellule del sistema immunitario, di recettori per neuropeptidi e ormoni.
Studi sistematici evidenziano che il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario comunicano attraverso diverse vie e strutture anatomiche come, ad esempio, il sistema libico (ippocampo e amigdala), molto importante nelle reazioni di adattamento allo stress e mediatore della risposta linfocitaria.
La psiconeuroimmunologia integrando anche il sistema neuroendocrino viene a definirsi come la disciplina scientifica che studia i rapporti di reciproca influenza tra sistema nervoso (stati emozionali), sistema immunitario e sistema endocrino, nelle loro implicazioni fisiologiche e patologiche.

Grande rilievo viene dato al possibile ruolo dei fattori emozionali e dello stress nella genesi e nel decorso di varie patologie somatiche, alle modalità di risposta emozionale di un paziente e alla sua strategia di coping nell’ influenzare la risposta immunitaria e l’andamento della patologia. Tra la fine degli anni ‘60 e ‘70 sono state condotte numerose osservazioni attestanti il legame tra stati psicologici e sistema immunitario (USA: George Salomon, Robert Ader e Marvin Stein).

Per stress si intende una reazione finalizzata alla risposta verso stimoli che riguarda l’intero organismo e coinvolge più sistemi, sia fisici, sia chimici, che ne possono compromettere l’equilibrio. La reazione di stress può essere definita come preprogrammata poiché, pur potendo essere modificata con l’apprendimento, coinvolge sistemi nervosi e neuroendocrini ed un complesso articolato di reazioni. Lo stress è una reazione sia biologica, sia psicologico/comportamentale e da risposta adattiva può trasformarsi in cofattore patogenetico in numerose patologie.

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Gli stressors possono essere considerati fattori di crescita e maturazione cerebrale nella misura in cui ogni stimolo ambientale richiede all’organismo una modificazione ai fini dell’adattamento (mantenere l’omeostasi). L’interazione di questi stimoli (interni o esterni) con il sistema cognitivo/emozionale del soggetto induce una varietà di modificazioni biologiche, nervose, endocrine e metaboliche allo scopo di massimizzare la capacità di risposta dell’individuo e la probabilità di successo nell’adattamento.

Quindi per stress si intende una risposta di un sistema ad una sollecitazione ambientale che tende a portare il sistema stesso lontano dal suo intervallo di funzionamento ottimale.

La relazione tra stress e insorgenza di tumori sembrerebbe mediata dal sistema immunitario e dal sistema endocrino. Su questa base si inseriscono i fattori ambientali, la vulnerabilità individuale, nonché lo stile di risposta e di adattamento allo stress (coping). E ancora difficile tradurre in una pratica clinica orientata alla prevenzione queste interconnessioni, mentre è possibile cogliere precocemente nel paziente la presenza di disturbi psichici come la depressione, l’insonnia e l’ansia che possono influenzare la qualità della vita e il decorso della malattia e perdurare anche a distanza di anni della guarigione.

Infine alcuni autori hanno osservato nella loro pratica clinica, la remissione spontanea di alcuni casi di tumore. Questi pazienti presentano una mancanza di angoscia, una adeguata presa di coscienza della loro situazione clinica ed un forte carisma.

Bibl: Pancheri P., Biondi M.(2002) Stress emozioni e cancro. Roma :il pensiero scientifico.

 

 

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