Il sostegno etimologicamente significa supportare,  reggere, dare appoggio,  protezione, mantenimento.

Queste funzioni danno l’idea di mettere al riparo la persona dal disagio, dalla sofferenza e aiutarla a contenerla in una sorta di maternage nutriente.

Andolfi ritiene che “nonostante le apparenze, un metodo efficace per sostenere una persona consiste nel permettere a questa di entrare in contatto profondo con i propri livelli di sofferenza e le proprie paure di inadeguatezza; elemento essenziale dell’operazione è la fiducia incondizionata del terapeuta nelle risorse positive dell’individuo: se riesce a confrontarsi con le proprie paure e i propri sentimenti di distruttività, egli sta di fatto attingendo alle proprie riserve di forza, di vitalità, di stima per se stesso…”

Considerando ciò che ci insegna Rogers sull’accettazione positiva incondizionata: il terapeuta ha e manifesta piena e totale fiducia nelle capacità di autorealizzazione del cliente e si astiene da qualunque giudizio o valutazione; ritengo che il sostegno che viene offerto in psicoterapia rappresenta la possibilità di contattare profondamente le situazioni e i sentimenti che tendiamo ad evitare, a fuggire e a compensare con altri bisogni. In questo modo siamo posti difronte ai nostri limiti e modalità di deflettere la responsabilità delle nostre azioni. Riappropriarsi di queste consapevolezze, esplorando ed elaborando i comportamenti, i pensieri e le emozioni che ci rendono insoddisfatti e ci procurano disagio è un passo fondamentale del processo di apprendimento che fornisce la terapia.

Sostegno diventa quindi riconoscere i nessi e dare significati a fatti ed emozioni e quindi crescere e sviluppare il potenziale insito in ognuno di noi e proporsi come risorsa terapeutica qualora insorgano nuove problematiche in fasi successive di sviluppo.

Dr.ssa Angela Elia

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